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Sinner battuto da Alcaraz: sfuma il sogno di quattro finali a Parigi, ma il tennis del futuro parlerà italiano

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PARIGI – Era una folle e sfrenata fantasia, il pensiero di avere l’Italia finalista in tutti e quattro i tabelloni che un Grande Slam organizza. Al Roland Garros è venuto meno Jannik Sinner, nel singolare maschile. Ma avremo Jasmine Paolini, nel singolare femminile. Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel doppio maschile. E Sara Errani e (ancora) Jasmine Paolini nel doppio femminile.

Il successo dell’Italia del tennis

Peccato per Jannik, sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Ma il resto vale un sogno erotico, per chi è pazzo e malato di tennis. A Parigi, Roland Garros. Su quella terra rossa che abbiamo amato nel passato, con Nicola Pietrangeli (e Orlando Sirola), poi con Adriano Panatta e infine con Francesca Schiavone, senza dimenticare poi che proprio Sara Errani si vide respinta da Maria Sharapova in finale. Ci sarà anche stata una congiunzione astrale fortunata, ma bisogna pur sempre guadagnarsela. Ed ecco che gli occhi del mondo sono sull’Italia, diventata l’ombelico di tutto. L’interesse degli esperti.

Tennis, rinascimento italiano

In realtà è già da qualche anno che l’Italia è nel mirino, prima ancora che Sinner sfatasse gli ultimi tabù, incluso quello di diventare il numero uno del mondo (vengono i brividi, ogni volta, al solo pensarci), e che gli stranieri chiedano lumi (e segreti) alla Fitp sul perché di questo clamoroso Rinascimento. Oltre confine erano rimasti fermi sempre alla pizza e mandolino dei luoghi comuni, allo stereotipo degli italiani tennisti mammoni e piagnoni, talentuosi ma non professionisti.

I record del tennis italiano

Invece oggi non c’è un solo azzurro/a che non si esprima perfettamente in english, che non sappia gestire la propria agenda, che non vada in giro per il mondo senza accusare nostalgia. Sarà anche per questo, oltre alla macchina, ben oliata, della federazione italiana (che organizza tornei, anche piccoli, che supporta e supervisiona) che l’Italia, oggi, è campione del mondo (con la Coppa Davis), guida la classifica mondiale (con Sinner) e ha, nella top ten, una tennista (Paolini) e due doppisti (Bolelli e Vavassori). Scusate se è poco.

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